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Ottobre 2009

Carissimi amici,
sto scrivendo al lume della lampada a petrolio perché, tanto per non perdere l’abitudine ai problemi, siamo senza corrente elettrica.
Già da tempo è tutto arido, spoglio e desolato, il livello del lago si è molto abbassato e i pesci scarseggiano, l’energia elettrica viene razionata per mancanza di acqua, le donne aspettano pazientemente di potere macinare il mais, il mulino lavora a singhiozzo e io comincio a perdere la speranza di qualche cambiamento che porti un pochino prosperità e benessere.

Per quanto ci si sforzi c’è sempre qualcosa che ti rema contro, non è possibile programmare nulla bisogna imparare a vivere alla giornata, proprio come fa la gente di Hombolo.
Solo che loro mica si arrabbiano se devono tornare a casa senza farina perché la corrente non è tornata fino a sera, pazienza, :”Se non mangiamo oggi mangeremo domani”.
Pensate che io possa programmare la mia giornata e decidere cosa fare? Assolutamente no!
Qui è tutto imprevedibile, esco di casa e trovo ad aspettarmi una lunga fila di persone che hanno bisogno di essere medicate e già faccio tardi ad arrivare all’asilo.
E li, altre persone da medicare, altri problemi da ascoltare, bambini dell’asilo da portare dal medico, bambini che piangono perché hanno fame….

Ebbene sì, ci risiamo, molta gente è già alla fame perché, come vi avevo già raccontato, il raccolto quest’anno è stato davvero scarso, e allora che fare?
Spesso vengono al mulino persone anziane e sole a chiedere cibo, posso rimandarle a mani vuote?
E i bambini che vengono anche da lontano a chiedere l’uniforme perché li hanno scacciati dalla scuola poiché ne erano privi, posso non aiutarli?
Ai bambini che chiedono il pallone e le scarpe, dico che possono farne a meno? Non hanno anche loro il diritto di giocare?

Possibile che qualcuna delle squadre di calcio italiane che spendono miliardi per un giocatore non possano una volta mandare a questi sfortunati bambini qualche pallone?
E per quelli che indossano vestiti che non hanno mai visto il sapone e non vanno a scuola perché i genitori non hanno ancora capito l’importanza dell’istruzione, cosa facciamo? Li aiutiamo ad andare a scuola oppure facciamo finta di niente?

A chi è solo e malato e vive la sua malattia sopportando il dolore senza medicine e vivendo in una capanna squallida, diamo un poco di conforto e la possibilità di andare all’ospedale?
Guardate questa foto e rendetevi conto,questa donna non è incinta, ha la cirrosi epatica e la stiamo portando all’ospedale con un’ambulanza improvvisata, e poi in Italia ci lamentiamo!!

Allora, cari amici, se a queste domande avete risposto con un si, continuate ad aiutarci ad aiutare, noi possiamo farlo solo con il vostro sostegno che, finora, è sempre stato generoso.
Tra pochissimi giorni sarò in Italia, ho anticipato il ritorno perché voglio tornare qui per il Natale, preferisco trascorrerlo nella semplicità di Hombolo.
Quando tornerò al villaggio spero di potervi raccontare che la pioggia scenda copiosa e i campi, ora riarsi, siano verdi distese di mais, spero di tornare con rinnovato entusiasmo e tanta voglia di fare e che il Signore mi conceda la salute per farlo.
Grazie a tutti voi, un abbraccio anche da parte dei bambini di Hombolo, ciao,

Agosto 2009

Amici carissimi,
tanto per cambiare sono in ritardo nel mandarvi notizie da Hombolo, ma non potete non perdonarmi se apro questa lettera col meraviglioso sorriso di Loy.

Allora, da dove volete che cominci, dalle notizie buone o da quelle cattive?
Dai, lasciamo quelle buone per ultime, meglio chiudere in bellezza.
Per riprendere il discorso iniziato nella mia ultima lettera, purtroppo devo dirvi che non è ancora finita anzi, in un certo senso le cose sono peggiorate perché, proprio la bambina di cui vi ho parlato è ben lontana dall’avere risolto il suo problema anzi, ultimamente la situazione si è fatta più pesante perché, nei momenti in cui perde conoscenza, diventa violenta ed assume una forza incredibile.
Ma non voglio tediarvi ancora con queste cose, passiamo alla brutta notizia numero due.
Sapete gia che nel 2007 abbiamo aperto un mulino per la macina del granoturco, ebbene, lo scorso mese di Giugno, nonostante avessimo un guardiano, una notte ci hanno rubato il motore della macchina che macina, lo hanno pure caricato sul nostro carretto che hanno poi abbandonato senza ruote.
Quello che più mi ferisce è il comportamento di quelle persone che non hanno capito che siamo qui per cercare di dare una mano a migliorare la loro vita e, invece di collaborare cercano sempre di “fregarti” in tutti i modi possibili.
Quando succedono queste cose il morale va sotto terra e vorrei mollare tutto ma so che non potrei mai venire meno al mio impegno e così, incassiamo e andiamo avanti!
Naturalmente il motore è già stato sostituito da uno nuovo e il mulino funziona a pieno ritmo con grande soddisfazione di tutte le donne che, nei giorni in cui eravamo fermi, dovevano farsi almeno tre chilometri a piedi per andare ad un altro mulino del villaggio.

Certo che per le nostre finanze è stato un bel colpo perché, un bel gruzzolo dei soldi che stiamo faticosamente mettendo da parte per il trattore, è andato a farsi benedire.
La nuova macchina del frantoio comprata in Italia è finalmente arrivata ed è entrata in funzione purtroppo per breve tempo, infatti, tanto per cambiare, ci sta dando un po’ di problemi e non riusciamo a lavorare, se c’è qualcuno che se ne intende e vuole venire qui a darci una mano, noi lo accoglieremo a braccia aperte.

Passiamo alle notizie buone? Ma sì dai, una volta tanto!!
All’asilo NURU niente di nuovo nel senso che tutto procede bene, i bambini che lo frequentano sono sempre numerosi e noi li accogliamo con gioia.
Mancano ancora i giochi esterni e una bella mensa grande ma, per ora va bene anche così.

La settimana scorsa abbiamo fatto la vendemmia (la seconda dell’anno) ed abbiamo raccolto un’uva eccezionale, gli acini sono grossi e dolci, è stata venduta alla cantina di Hombolo per ricavarne buon vino.

Il nostro piccolo allevamento di maiali ci sta dando qualche soddisfazione, con la crusca del mulino e lo scarto dei semi di girasole, il cibo per loro non manca e diventano belli grassi e pronti per essere venduti e infatti, la settimana scorsa abbiamo venduto i primi dodici.
Anche le galline stanno facendo il loro dovere ed abbiamo già quarantadue pulcini.

Piano piano cerchiamo di raggiungere il nostro scopo che è quello di portare un poco di lavoro, benessere e prosperità nel villaggio e di creare le condizioni perché possano cavarsela da soli.
Non è facile e c’è ancora tanto da fare, noi perseveriamo nel nostro intento ma, senza di voi potremmo fare ben poco, per questo voglio ringraziarvi tutti e invitarvi a continuare a camminare con noi. Grazie a tutti, amici, un abbraccio,

Maria Carla